martedì 14 gennaio 2014

Oggi piove. Per poco però.

Io non lo capisco, ma soprattutto non lo condivido. A tratti mi fa persino arrabbiare.

Sto cercando di capirlo. Ma non sto cercando di condividerlo. Ho deciso però di accettarlo.

Perché anche io ho delle cose che la gente non condivide. Mi piacerebbe che qualcuno cercasse di capirle. Soprattutto vorrei che venissero accettate.

Allora va bene, cercherò di accettare il fatto che se piove può essere che qualcuno si incupisca.

Tuttavia io non posso accettarlo e rimanere a guardare. Se lo accetto devo almeno provarci a portare del sole. Poi se non ci riesco fa niente, ma almeno ci voglio provare.



Oggi piove. E io sorrido a pensare che per qualcuno sarà una giornata antipatica proprio perché piove.

Allora mi fermo un pochino sul mio divano prima di andare al lavoro e ascolto i ticchettii delle gocce sul tetto di casa mia. E inizio a pensare che in casa si sta bene. C’è un bel tepore. Sono asciutta. E i ticchettii delle gocce mi convincono che uscire sia una pessima idea. I ticchettii diventano rumoroni. Ok, non piove più.

Diluvia.

Sono depressa.

E in un attimo scoppio a ridere di fronte al mio abbassare improvvisamente la guardia, diventando da portatrice del sole a cercatrice di un ombrello perché questa pioggia potrebbe annegarmi! Inizio così a capire cosa succede a quelle persone che con la pioggia si incupiscono.

D’accordo.

Decido di prendere tutte le immagini più belle che porto con me, quelle che ho fotografato con il cuore come dico io, quelle che nessuna pioggia porta via; me le guardo un pochino, le faccio scorrere e già il mio sguardo si schiarisce con un sorriso.

Ne scelgo una: un piccolo tavolo rotondo in un praticello di fronte a un lago. Sopra, due tazze di cappuccino colorate. In un paese irlandese dove Charlie Chaplin andava a trascorrere le vacanze.

Già sto meglio.

Ok, per oggi questa immagine sarà il mio sfondo. Tappezzo la mia mente con questa foto e la mia anima con le emozioni che provavo standomene lì seduta, a respirare la vita.

Oggi scelgo questa, domani ne sceglierò un’altra e forse mi distrarrò dalla pioggia che cade, non più su di me.

Ma intorno a noi.